Jannotti Pecci: «Progetto Olimpiadi 2040 in tandem con Roma. Ho il via libera
Il leader uscente degli industriali napoletani: «Un’iniziativa da costruire insieme. Come Milano-Cortina? No, qualcosa di molto più ampio»
«Prima di parlare di un progetto che mi sta molto a cuore mi sono confrontato con il sindaco Manfredi che mi ha dato via libera. Fra un po’ avrò più tempo a disposizione per dedicarmi a questa iniziativa in cui credo profondamente, a mio parere di rilievo assoluto». Costanzo Jannotti Pecci, presidente uscente dell’Unione industriali di Napoli — il suo mandato scade a maggio, quando gli subentrerà ufficialmente il leader designato Vittorio Genna — lancia lo sguardo molto in avanti. Fino al 2040. E non stupisce per un industriale del settore turistico, che ha la necessità di confrontarsi con scenari futuri individuando le direttrici dello sviluppo con ampio anticipo rispetto a tutti gli altri.
Al 2040 mancano quattordici anni. Ma, considerando il tema intorno al quale ruota il suo progetto, la data è dopotutto prossima.«Parliamo di Olimpiadi e parliamo di un’asse Roma-Napoli. Un progetto da costruire con attenzione e tempestivamente».
Sulla scia di quanto è stato fatto con le Olimpiadi invernali Milano Cortina?«La base è quella ma in questo caso specifico la portata del progetto è molto più ampia. Non solo di Olimpiadi invernali si tratta, ma di giochi che troverebbero spazio e posto in due gradi capitali pronte ad accoglierli».
C’è un procedente che risale al 1960: Napoli allora fu campo di regata per le gare di vela.«In questo caso io immagino un coinvolgimento vero e completo. Non solo riferito a una singola disciplina. Quelle Olimpiadi furono un successo e Napoli si impose per una serie di valori e caratteristiche, un successo che ritengo possa essere replicato in modo molto più ampio proprio collegando le due città organicamente. Ne ho parlato con l’assessore regionale al Turismo a Roma e ho avviato una serie di contatti dopo aver ottenuto dal sindaco Gaetano Manfredi un via libera. Insomma per me il progetto esiste ed è una condizione, come stiamo vedendo per l’America’s Cup, per sbloccare progetti importanti, ottenere infrastrutture, servizi, finanziamenti, visibilità...».
Un nuovo obiettivo dopo il responso delle urne sul referendum. Lei come legge i risultati?«Il referendum probabilmente è stato uno dei momenti di massimo contrasto verbale, oltre le polemiche che si sono inevitabilmente consumate, che ha caratterizzato gli scontri fra il ministro Nordio e il procuratore Gratteri e questo ha fatto sì che ci fosse un livello di attenzione decisamente molto importante».
Il no è stata la risposta che ha caratterizzato con decisione Napoli. Secondo lei come mai?«C’è stato un grande impegno per intercettare chi guarda a sinistra, facilitato dal fatto che dall’altra parte c’è un momento di crisi oggettiva legato tecnicamente ai numeri».
Al Governo c’è la destra ma il Comune di Napoli e la Regione Campania sono entrambi a sinistra.«Questo è un dato significativo. E la novità è un asse istituzionale e politico, fra Regione e Comune, diversa rispetto alle divaricazioni di qualche tempo fa. Divaricazioni anche territoriali. Al vertice regionale c’era una forza che spingeva verso Salerno e nessun feeling con il Comune. Ora la linea politica istituzionale è coerente. Un dato che ha un valore, sul quale comunque va organizzato un ulteriore lavoro, che sia ampio e molto articolato».
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