Effetto guerra in Iran, incertezze per il turismo:
Agostino Ingenito, presidente Abbac: «C’è cautela nella scelta del viaggio. La Pasqua bassa non aiuta»
La Pasqua che quest’anno arriva molto presto e i venti di guerra potrebbero rimescolare le carte dei destini di Napoli città turistica. Si fa affidamento sulla primavera, stagione generalmente riservata alla visita delle città d’arte, per mantenere alto il livello delle presenza in città ma quest’anno potrebbe essere arduo mantenere i tassi del 2025 o superarli, come auspicato da più parti. I dati di Federalberghi relativi alle proiezioni della Settimana Santa non sono ancora definitivi, considerando che il turismo che si accompagna alla Pasqua bassa non è supportato da prenotazioni a lungo termine ma ruota intorno a variabili fra cui quella legata al meteo. L’ambizione dichiarata è comunque quella di ripetere i numeri dello scorso anno quando l’occupazione camere fu circa dell’80 per cento. Tuttavia la complessa situazione internazionale, al momento, non sta incidendo in modo significativo sul turismo.
«Non registriamo cancellazioni né rallentamenti nelle prenotazioni — dice la presidente Francesca Pagliari —. Continuiamo però a monitorare con attenzione l’andamento di alcuni mercati internazionali, anche perché negli ultimi anni si è registrata una crescita della presenza di turisti stranieri rispetto a quella degli italiani». Fino al 2024 si manteneva un equilibrio piuttosto stabile fra le parti; oggi, invece, gli ospiti stranieri rappresentano circa il 55 per cento del totale. La Pasqua tradizionalmente segna la vera partenza della stagione turistica cittadina e l’obiettivo è quello di recuperare un inizio d’anno meno brillante, segnato da un calo di circa tre punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (58,34 per cento contro il 61,27 per cento del 2025).
«Guardiamo comunque con fiducia al prosieguo dell’anno, anche alla luce dei numerosi eventi di rilievo internazionale che Napoli ospiterà e che rappresentano un’importante occasione di visibilità e attrattività per la città. Sarà però fondamentale — avverte la presidente — proseguire con una politica di investimenti mirati, finalizzata a una gestione sempre più efficiente del territorio e a un miglioramento concreto della qualità dei servizi offerti ai visitatori e ai cittadini, utilizzando le risorse derivanti dall’imposta di soggiorno, che dovrebbero essere impiegate in modo strutturato per sostenere interventi legati alla manutenzione urbana, alla sicurezza, alla mobilità e al potenziamento dell’accoglienza turistica. Solo attraverso una programmazione condivisa sarà possibile accompagnare la crescita dei flussi turistici, garantendo al tempo stesso sostenibilità, qualità dell’esperienza e benefici diffusi per l’intero territorio».
Maggiori le preoccupazioni espresse dal fronte Abbac, l’associazione che rappresenta Bed & breakfast e case vacanza. «In un momento delicato per il settore turistico, ci troviamo a dover affrontare le conseguenze della guerra in corso in Medio Oriente, che sta influenzando le decisioni di viaggio di molti — dice il presidente Agostino Ingenito —. Questo periodo, tradizionalmente dedicato alla pianificazione delle vacanze primaverili e estive, è caratterizzato da una crescente incertezza, sia tra i turisti stranieri che tra i nostri connazionali. E in più la circostanza della Pasqua bassa non aiuta». I dati parlano chiaro: «in Campania, stiamo già osservando una flessione nelle prenotazioni, segno evidente della cautela che permea le scelte dei viaggiatori. Intanto invitiamo chi desidera viaggiare, in particolare verso l’estero, a verificare attentamente le prescrizioni di sicurezza e stabilità, consultando il sito “Viaggiare Sicuri” — ricorda Ingenito — e ribadiamo il nostro impegno a tutelare la filiera turistica italiana, lavorando affinché ogni visitatore possa godere delle meraviglie del nostro Paese in totale sicurezza».
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