«Guida all'uomo giusto», parla la docente universitaria che l'ha ideata: «Lady Whisteldown sono io, è un gioco tra amiche»
Traditori, millantatori, mammoni: le categorie di riferimento di un libretto nato per gioco a Napoli. Le donne? «Le peggiori sono le gatte morte»
Come le è venuta l’idea di una «Guida all’uomo giusto»?«Per gioco. Fra amiche parliamo spesso dei nostri coetanei: i single di ritorno sono una questione antropologica. La pillola blu ha fatto venire le vertigini a tanti che pensano, ritrovato il vigore, di poter dominare il mondo».
Mettere i voti agli uomini non significa emulare i peggiori stereotipi maschili?«È un passatempo. E dubito che qualsiasi uomo possa essere dotato dell’ironia che è alla base di questo divertissement. E poi noi non diamo voti secondo principi estetici, andiamo più a fondo: diciamo che puntiamo a smascherare i trucchi maschili».
L’ideatrice della «Guida all’uomo giusto» — che ha scatenato una ridda di bollenti reazioni e una caccia ai votati e ai votanti — è un architetto in carriera, titolare di una cattedra presso un ateneo di rango. Napoletana, inserita nei salotti che contano, stilosa, una passione per i tacchi e i tubini, belle........
