Napoli, la crociata del centrodestra: «Basta kebab e calamite nei centri storici»

Presentata la proposta di legge regionale: tuteliamo identità e artigianato

Quando il desco resta povero e non è più imbandito con pietanze pregiate, dato che «diventa difficile mettere il piatto a tavola» — come si ripete fino alla noia, facendo slittare la percezione di un disagio reale verso quella di un luogo comune del dibattito politico — ci si sazia di definizioni dopate che inneggiano alla sovranità alimentare. La quale sovranità alimentare non riempie lo stomaco, di questi tempi foschi di rincari e di carrelli della spesa semivuoti, ma gonfia di orgoglio le viscere dell’adesione e della militanza identitaria. Sicché, dopo gli anni passati, quando la Lega affiggeva manifesti nelle città del Nord con scritte «Sì alla polenta, no al cous cous» a difesa della italica purezza culinaria — ma poi con i selfie serali di Matteo Salvini che immortalavano sui social il suo vorace morso a un hamburger è quasi tutto caduto in prescrizione — ecco che il fiero ruggito sovranista è tornato a farsi sentire.

Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e attuale capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale (promosso proprio ieri coordinatore campano di Fratelli d’Italia: nomina che viene letta nel partito come atto di sfiducia di Meloni nei confronti del........

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