Scriveva Simone Weil ne La prima radice che coloro che, avendo «il privilegio di usare la parola o la penna», avevano creato, attraverso articoli, libri e interventi vari, il clima che aveva reso possibile l’ascesa di Hitler al potere, non erano meno responsabili di Hitler stesso per ciò che poi successe in Germania e in Europa. Le parole della filosofa francese tornano spesso alla mente in un periodo – che davvero ha dell’incredibile: nel senso letterale del termine, che si stenta a credere vero –, nel quale è quasi in corso una gara da parte di molti operatori dell’informazione e di molti intellettuali di varia provenienza, oltre che da parte di politici, tecnici ed esperti, a ripetere che «la guerra è alle porte», che anzi «siamo già in guerra», e che non possiamo fare altro che adeguarci, prepararci nei modi più opportuni, a cominciare dalla necessità di armarci e di prendere sul serio la politica della deterrenza, l’unica che a dire di tutti può garantire la pace in futuro; l’unica scelta sensata, se vogliamo difendere la nostra “civiltà”, che poi sarebbe la civiltà del diritto contro la civiltà della violenza e della forza.Ciò che aggiunge stupore allo stupore, in questa narrazione, è il costante e sistematico oscuramento di ogni argomento contrario, che ancor prima di rimanerne delegittimato viene semplicemente ignorato, e........