Una luce condivisa oltre l'odio: sentinelle nella notte
«Dio disse: sia la luce. E la luce fu». Prima creatura, la luce «era cosa bella», il fiore del primo giorno, l’alba del creato (Gen 1,3). Ella fu condizione perché tutte le altre creature si distinguessero, venissero, per l’appunto, “alla luce”. Simbolo della vita che viene da Dio, che è Dio. «Dolce è la luce e bello è per gli occhi vedere il sole» deve ammettere pure quel nichilista del Qòelet (11,7-8). Che poi raccomanda di procurarsi una luce morale che va oltre quella esteriore sulla cui scia si muovano i passi dell’uomo saggio: «Il saggio ha gli occhi di fronte ma lo stolto cammina nel buio» (Qo 2,14). Lo stolto è privo della giustizia e del diritto, della carità e della sapienza. La Sapienza è la luce del cuore: «Dio non ama se non chi vive con la sapienza. Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione» (Sap 7,28-29).A un popolo scacciato dalla terra e ridotto in schiavitù il profeta prospetta la liberazione: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse» (Is 9,1-2). Messaggio diretto a tutti quei poveretti ridotti a sopravvivere al buio, oppressi da ogni macchina di guerra. E da ogni tipo di tenebra. Per loro, in una grotta aperta sui pascoli di Betlemme, illuminata solo dalle stelle, viene al mondo un bambino, Verbo di Dio che si fa carne:........