We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Fine vita Non basterà più solo l’obiezione di coscienza

6 3 0
27.09.2019

Il giorno dopo la sentenza della Corte costituzione sulla depenalizzazione del suicidio medicalmente assistito, in caso di «patologia irreversibile» e segnata da sofferenze ritenute «intollerabili », richiesto tramite il Servizio Sanitario Nazionale da una persona «pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli», la domanda è: 'E adesso che cosa facciamo?'.

Una domanda che circola tra medici, infermieri, parenti che da anni curano con amore i loro cari malati e disabili, e tra tanti, tantissimi semplici cittadini (credenti e non credenti). Una domanda provocatoria per la ragione e la fede, oltre che per l’amore alla vita propria e altrui e per la responsabilità civile di ognuno, che non può rimanere senza risposta. Al momento – salvo migliore giudizio – si prospettano tre strade percorribili e doverose, almeno fino a che esse non vengano interrotte da frane legislative, valanghe culturali o intemperie sociali e politiche. Potremmo chiamarle la via della garanzia di legge, la via dell’educazione culturale ed ecclesiale, e la via della testimonianza........

© Avvenire