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Cerebroleso da 31 anni La morte di Cito: l'amore che si fa cura, più forte del tempo

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26.08.2019

Tra le notizie di questo caldo agosto italiano, dominate dalla crisi politica, è passata sotto traccia la morte di "Cito", come era chiamato Ignazio Okamoto, un paziente dalle origini giapponesi ma cresciuto nel Bresciano, a Collebeato. È rimasto nello stato neurologico cronico chiamato "vegetativo" per più di 31 anni, da quando uscì dal coma provocato dalla grave lesione cerebrale subìta in un incidente stradale sull'A22 nella notte tra il 19 e il 20 marzo 1988, quando aveva 22 anni.

"Cito" è deceduto per morte spontanea nel suo letto di casa all'età di 54 anni, come esito naturale del lungo decorso clinico, circondato dall'affetto dei suoi genitori Marina e Hector. Loro stessi lo hanno accudito a domicilio, con semplici cure fisiologiche (nessuna terapia specifica per la sua patologia è disponibile), praticate in accordo con il medico e l'infermiere, e soprattutto con tanto, tanto amore, infinita pazienza e certa speranza nel bene tenace della sua vita. Sempre, anche nella sofferenza fisica e spirituale che ha seguito il trauma cranico e lo ha........

© Avvenire