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Disastro economico e politico Ultima scossa al Libano, oltre il pantano e le macerie

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08.08.2020

Sull’esplosione apocalittica che ha devastato Beirut, riportando alla memoria le immagini dell’insensata guerra civile del 1975-1991 o dei bombardamenti israeliani durante la guerra con Hezbollah del 2006, si inseguono le congetture e le ipotesi più diverse. Incuria, attacco esterno, attentato interno, armi nascoste con criminale avventatezza ove erano depositate da troppi anni queste maledette 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio e mille altre narrazioni ancora. Chissà quanto ci vorrà per avere una risposta chiara e se mai verranno individuati e puniti i responsabili.

Su un piano più simbolico, questo disastro sembra tuttavia paradigmatico dell’implosione di ogni legittimità del sistema politico libanese, ormai avvitato su sé stesso e incapace di dare risposte – anche elementari – ai bisogni e alle richieste di una società disillusa, ma non ancora rassegnata.

Da sempre il Libano vive su un fragile, instabile equilibrio che rispecchia il suo delicato ecosistema identitario, fatto di comunità etno-religiose che hanno pochi motivi per amarsi, e che convivono sullo stesso territorio quasi ignorandosi nella vita quotidiana. Un complicato sistema politico basato sul confessionalismo e a........

© Avvenire


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