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La maxi-truffa alle pay tv Piratare è da bannare. Rispettiamo la creatività

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19.09.2019

La vera notizia è nella nostra reazione dopo averla letta. Rabbia poca, indignazione ancora meno, più che altro sorpresa. E di quella sorridente, che ti fa dire: sono stati dei polli a farsi “beccare”. Nell'immaginario collettivo infatti chi naviga online senza rispettare le regole non è un vero “pirata”, al massimo puoi considerarlo un pilota estroso, uno smanettatore insofferente, per certi versi un creativo sopra le righe. Un principio ovviamente inaccettabile, da censurare, da bocciare senza se e senza ma, o per per usare un’espressione tipica della Rete, da “bannare”.

E se il no vale per i singoli “truffatori”, a maggior ragione va ribadito con forza quando si tratta di un autentico business illegale. Proprio il nostro caso. La Guardia di finanza infatti ha scoperto un’organizzazione clandestina che in Italia permetteva a circa cinque milioni di persone di accedere a tutti i canali delle principali piattaforme tv criptate, a costi bassissimi: 12 euro al mese.

Il particolare della cifra non va........

© Avvenire