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La festa e i testimoni La santità è vicina e comincia dai difetti

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01.11.2019

Naturalmente ci piacciono, conosciamo a memoria i loro pensieri, vorremmo imitarli. Al tempo stesso però ci mettono a disagio, quasi ci infastidiscono. Guardando ai Santi capisci come possa essere breve la distanza che separa l’ammirazione dalla banale pazienza, l’invidia dalla sopportazione, la passione dall’indifferenza. Il problema è che, con o senza aureola, i testimoni della fede sono tanto, tantissimo, troppo.

A leggere i curriculum delle loro virtù, ti sembra di stare sulle montagne russe, provi vertigine, ti vengono i brividi: umiltà, preghiera costante, gioia. E ancora: amore vero, concreto, per gli ultimi, sobrietà, serenità nelle prove più dure, fiducia totale nella Provvidenza. Mattoni di bene a costruire grattacieli che paiono irraggiungibili dalla gente comune. Forse perché poco avvezza a scalare la vita usando la 'corda' della preghiera, collante tra la terra e il cielo. O, più banalmente, per via di una letteratura che ha trasformato uomini e donne abitati dalla grazia in santini da album,........

© Avvenire