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Dibattito da polli Tradizione e turtlén dell’accoglienza

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02.10.2019

La verità è che siamo un popolo di santi, poeti, navigatori. E pastai. Soprattutto pastai. Possiamo accettare tutto, i grattacieli del centro comprati dall’emiro con le tasche gonfie di petrodollari, le navi giganti che fanno tremare Venezia e San Marco, le maglie della squadra del cuore maltrattate dallo sponsor ma guai a mettere in dubbio il guanciale nell’amatriciana. O la ricetta della gricia. Se poi si tratta dei tortellini a Bologna, allora in ballo c’è qualcosa di più.

A essere messa in discussione è l’identità stessa di un popolo, di una città. Perché va bene tutto, ok il dibattito culturale o il confronto tra fedi diverse, ma la tradizione non si tocca. E da che mondo è mondo il tortellino bolognese si riempie con un misto di carni di maiale, parmigiano reggiano, uova e noce moscata. Il resto è roba tarocca, da turisti mordi e fuggi, quelli con le papille gustative atrofizzate dai troppi fast food. Almeno questa è la tesi della difesa, che nel caso del turtlén va all’attacco.

Intorno alla ricetta del tortellino infatti si gioca una vera e........

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