Dopo la "Brexit" è davvero tempo di "Westexit"?

Quando la Gran Bretagna abbandonò l’Unione Europea nel 2016, fu inventato il temine “Brexit”, poco elegante ma efficace. Siamo ora giunti (chiedo perdono per l’orribile neologismo) alla “Westexit”, cioè ad una “uscita dall’Occidente”? Un processo che si può intendere in due modi. Anzitutto, in quello di una secessione interna all’Occidente. Le divergenze anche strategiche tra Unione Europea e Stati Uniti sono evidentissime, al punto che Washington punta ad una disgregazione dell’Unione, considerata il vero nemico dell’Europa degli Stati, non tanto in quanto sovrani, ma in quanto sovranisti.C’è la visione di un’Europa marginale, avversaria, opportunista e persino anti-democratica nella nuova Strategia di Sicurezza Nazionale varata da Trump. Un’Europa che, tra l’altro, avrebbe lucrato per decenni sull’ombrello difensivo americano, come se non fosse altrettanto vero che gli Stati Uniti, dopo il 1947, hanno utilizzato l’Europa occidentale come una piattaforma strategica anti-sovietica, perseguendo i loro obiettivi di sicurezza globale, prima ancora che la sicurezza europea. Gli Stati Uniti vogliono ora che i Paesi europei diventino un gruppo di singole “nazioni straniere” allineate........

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