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Il premio Nobel per la pace 2019 Abiy, cambio di paradigma e non solo per l'Africa

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12.10.2019

Lo chiamano, senza troppi riguardi per la scaramanzia, il Kennedy africano. Lo definiscono un mix tra Che Guevara e Macron. In realtà il premier etiope Abiy Ahmed, classe 1976 e centesimo Nobel per la pace, è molto di più. Può diventare il leader della nuova Africa del terzo millennio. Ex militare, laureato all’università di Addis Abeba, è di etnia oromo, maggioritaria in Etiopia, ma ai margini da sempre perché schiavi affrancati.

La sua nomina era giunta nel 2018 dopo anni di proteste contro il governo della componente tigrina del partito unico al potere, che aveva rovesciato nel 1992 il regime marxista di Menghistu, etnia Amhara come Hailè Selassie, il Negus a sua volta deposto e ucciso dai comunisti. Ci si aspettava da Abiy una politica revanscista pro-Oromo, invece nei primi quattro mesi di governo è passato alla storia per aver ordinato il rilascio di migliaia di prigionieri politici, legalizzato i gruppi di opposizione classificati come “terroristici”.

E per aver avviato i negoziati con l’Eritrea, con cui l’Etiopia era ufficialmente in guerra dal 1998, accettando le condizioni di pace e siglando uno storico accordo nel luglio 2018.........

© Avvenire