Il ritorno (brutale) della politica di potenza

Terre rare, energia, tecnologie strategiche e infrastrutture digitali sono al centro di una competizione sempre più aspra. La globalizzazione non è scomparsa, ma ha cambiato natura: da spazio di interdipendenza economica si è trasformata in campo di confronto competitivo, segnato da logiche di sicurezza, controllo, acquisizione. Nelle ceneri dell’ordine liberale globale nato dopo il 1989, sta riemergendo una politica di potenza che si pensava consegnata al passato.Il controllo delle catene del valore – dall’estrazione delle risorse critiche alla produzione di semiconduttori, dall’energia alle piattaforme digitali – è oggi una leva decisiva del potere geopolitico. Le sanzioni, le guerre commerciali, le restrizioni tecnologiche, il ricatto energetico, sono diventati gli strumenti dell’azione politica. Il ritorno della guerra in Europa, le tensioni nel Pacifico, le incursioni digitali, la frammentazione del commercio globale in blocchi contrapposti sono tutti segnali di un mondo sempre più caotico. A risentirne sono anche le istituzioni politiche nazionali. Tra i due modelli classici della democrazia e della autocrazia si afferma la forma ibrida della “democratura”: regimi che........

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