C'è un altro problema nel caso Epstein: il ricatto alle democrazie
Il caso Epstein diventa ogni giorno più pernicioso. Alla di là della storia di un finanziere ambiguo e della rete di relazioni che lo circondava, quello che emerge è uno spaccato inquietante di una intera classe dirigente (maschile). Negli ormai famosi files compaiono nomi di politici di primo piano, uomini d’affari, principi, accademici, figure del jet set internazionale, protagonisti dell’economia e della finanza globale. Persone potenti e influenti, capaci di orientare importanti decisioni politiche e finanziarie, coinvolte in festini, incontri sessuali, favori incrociati e dinamiche opache che sfumano nel ricatto e nella dipendenza reciproca. Senza distinzione di colore politico. Democratici e repubblicani, tutti accomunati dalla frequentazione degli stessi circuiti di potere, in una zona grigia dove gli interessi e le debolezze personali travalicano ogni differenza ideologica. Ne esce un quadro depressivo che ricorda Le invasioni barbariche di Denys Arcand, un film di vent’anni fa che raccontava di un Occidente stanco, cinico, con élite colte e privilegiate ma svuotate interiormente. Un mondo dove il successo economico e culturale conviveva con una profonda disillusione morale e dove l’assenza di ideali si........
