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Terra dei fuochi La campania brucia, le colpe del «nero». E le soluzioni non arrivano

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09.08.2019

Novembre dell’anno scorso. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in visita a Napoli, chiede di incontrami in prefettura. Vado. Ancora una volta illustro a un alto rappresentante dello Stato il dramma che siamo costretti a sopportare in "terra dei fuochi". Il ministro era arrivato a Napoli con il proposito di costruire altri cinque inceneritori, uno per ogni provincia. Pochi giorni dopo, a Caserta, si tiene una sorta di Consiglio dei ministri. Ancora una volta vengo invitato. Ancora una volta, vado. L’incontro ha inizio.

Faccio presente che in Campania ogni giorno si producono 5.000 tonnellate di rifiuti urbani a fronte delle 28.000 tonnellate di rifiuti industriali, di cui ben 6.000 prodotte in regime di evasione fiscale. Se si lavora in nero, gli scarti non possono essere smaltiti che in nero. Disoccupazione e lavoro in nero sono, insomma, le vere piaghe della Campania. Dove finiscono queste 6.000 tonnellate di cui nessuno vuole parlare? Tra il pattume delle case, bruciate sui........

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