La Terra dei Fuochi, Sergio Costa e il cancro

I maestri del presepe napoletano, quell’anno, modellarono, accanto a Gesù Bambino, tre nuove statuine: il generale Sergio Costa, l’oncologo Antonio Marfella e don Maurizio Patriciello. Improvvisati Magi, ridemmo divertiti. Sono trascorsi una quindicina di anni da quando, disperati per le condizioni in cui versava la “Terra dei fuochi”, andammo a bussare alla sua porta. Fummo accolti con squisita gentilezza. Bisognava chiamare a raccolta tutte le persone di buona volontà. Avevamo compreso che il dramma della nostra terra avrebbe avuto una svolta importante soltanto unendo le forze. Insieme. Bisognava lottare insieme. Sergio Costa era allora il Comandante regionale della Polizia forestale, confluita poi nell’Arma dei carabinieri. Fui colpito dalla sua umiltà. Non si nascondeva dietro la divisa. Niente burocrazia. Sergio sapeva che i volontari erano persone disperate, perbene; uomini e donne che, a costo zero per le casse dello Stato, si affaticavano per il bene comune. Apprezzò e valorizzò il loro impegno. Una grande schiera, una........

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