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Cuore d'aquila e ali di passero Essere cristiani è scegliere i poveri

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17.06.2019

Questo è il terribile e contraddittorio mistero dell’uomo: avere un cuore di aquila e ali di passero». E noi con questo mistero, così ben descritto da Ignacio Larranaga, dobbiamo fare i conti ogni giorno. Il cuore di aquila ci fa superare i confini dello spazio e del tempo, ci fa osare l’impensabile, ci proietta nel futuro. Le ali di passero, al contrario, ci fanno pavidi, timorosi dell’ignoto, ci invitano a rimanere nel nido. L’arte del cristiano sta nel mettere insieme l’aquila e il passero. Fantasia, quindi, sogni a occhi aperti, vette alte da raggiungere, desiderio d’ infinito, sete di aria fresca, solitudine ad alta quota, vertigini, ma anche prudenza, umiltà, coscienza dei propri limiti. Francesco in modo meraviglioso, continua a indicarci la via da percorrere. Ottimo esegeta dell’uomo, dell’animo, della fede, del patrimonio affidatogli, il Papa non si stanca di tirare fuori tesori antichi e sempre nuovi. E continua a orientare la nostra attenzione sui poveri.

A noi, cristiani del terzo millennio, come a ogni altro uomo e ogni altra donna in questa società malata di individualismo e perfettismo, la cosa, spesso, pesa. I poveri disturbano i nostri sogni, i nostri progetti, sono ingombranti, non poche volte sgradevoli, mettono in crisi le nostre certezze, fanno persino paura. Diciamolo:........

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