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Il Decreto sicurezza bis Una salda cornice esclude «divieti di soccorso»

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13.08.2019

Su queste pagine è già stata illustrata e commentata efficacemente la lettera con cui il presidente Sergio Mattarella ha accompagnato l’atto formale di promulgazione della legge di conversione del cosiddetto Decreto Sicurezza bis nel testo recante le modifiche approvate dal Parlamento; e giustamente si è messo in risalto come l’iniziativa del Quirinale, pur mantenuta su un piano strettamente giuridico, richiami, anche e soprattutto, valori etici tra i più essenziali per una collettività. Merita forse sviluppare un aspetto riguardante più specificamente gli equilibrii istituzionali.

Il presidente della Repubblica sa bene che l’esigenza di non sottostare agli altrui eccessi di potere non legittima sempre e comunque chi è investito di un ruolo istituzionale a compiere a propria volta invasioni di campo; donde, persino la desuetudine all’uso di poteri che pur sicuramente gli spettano come quello del rinvio di una legge alle Camere per un ripensamento. Ciò, però, non lo induce al silenzio di fronte ad aspetti critici che un testo legislativo come questo presenti, e non su aspetti di secondaria importanza, ma in quanto, appunto, suscettibile di........

© Avvenire