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Il carabiniere ucciso Giustizia giusta, una foto stride ed è più difficile

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30.07.2019

Una foto sta facendo il giro del mondo, rischiando di sovrapporsi, sino a mandarle in secondo piano, alle immagini che testimoniano della vita e della morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, sacrificata fino all’estremo al servizio dello Stato. È la foto che ritrae uno dei due fermati per l’assassinio, ammanettato e con gli occhi bendati. Era doveroso, per i più alti responsabili dell’Arma, reagire con fermezza all’episodio, subito definito inaccettabile: è bensì vero, infatti, che lo stillicidio di aggressioni sanguinose alle forze dell’ordine hanno contribuito a creare, tra i loro appartenenti, comprensibili sentimenti di reazione, che le rituali manifestazioni di solidarietà non valgono a lenire; ma è giustamente maturata la convinzione che non si possono tollerare comportamenti i quali vadano contro i più elementari princìpi dell’etica, prima ancora che della civiltà giuridica.

Certo, tutto andrà chiarito fino in fondo e senza pregiudizi, non solo sulla dinamica della vicenda delittuosa che è costata la vita al carabiniere, ma anche su questo 'seguito' che può perfino rischiare di compromettere il buon esito delle indagini........

© Avvenire