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Dove ci portano le non-scelte Lavoro e impresa, ambiente e regole

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05.11.2019

L’ex Ilva di Taranto potrebbe chiudere. L’addio all’Italia di Arcelor Mittal, che ha in affitto gli impianti e si era impegnata ad acquistarli definitivamente nel luglio del 2021, renderebbe quasi impossibile, se confermato, trovare in breve tempo un nuovo proprietario, un "cavaliere bianco" – si pensa forse possa essere lo Stato? – disposto a riqualificare l’acciaieria e l’ambiente circostante, secondo un piano varato in sede di accordo tra la multinazionale siderurgica e i governi che, passandosi il testimone, negli ultimi tre anni hanno seguito il dossier. La chiusura del maggior complesso industriale per la lavorazione dell’acciaio in Europa avrebbe un impatto devastante in ottica occupazionale e quindi sociale sul territorio di riferimento.

E riflessi pesanti sull’intera manifattura italiana. Il rischio, cioè, è fare di Taranto una nuova Bagnoli senza nemmeno bonificarla. Ma le ricadute – ancora negative – ci sarebbero pure sulla capacità del sistema Paese di attrarre investimenti esteri........

© Avvenire