Perché tutti gli adulti dovrebbero guardare il finale di Stranger Things
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06.01.2026
Il finale di Stranger Things è un universo di significati. Uno dei temi centrali è il diventare grandi, per questo l’ultima puntata della serie ha molto da insegnare a noi genitori e a chiunque svolga un mestiere educativo. Una scena chiave è quella in cui si scopre che anche Henry, il terribile Vecna, l’antagonista per eccellenza, è stato in passato un bambino ferito, terrorizzato, e proprio dentro la sua paura il male ha fatto breccia. Chi educa non deve mai dimenticare che non esistono persone cattive fin dal principio. Se pensiamo che qualcuno sia marcio fin dall’origine, ogni cammino educativo sarà impossibile. Se invece proviamo a rivolgerci alla sua parte luminosa, si può aprire una chance. Stranger Things ci ricorda però che comprendere non significa giustificare ogni azione: si può trasformare la propria ferita in un dono (come fa Undici) o si può anche essere incapaci di sottrarsi al male. Will, uno dei protagonisti indiscussi, si rivolge a Henry, lo invita a lasciarsi alle spalle Vecna, il mostro che è diventato, lo comprende, gli chiede di unirsi a lui e ai suoi amici, di fare la cosa giusta. Henry però sceglie di restare Vecna e da Vecna morirà: un finale non certo consolante, ma che è una utile provocazione alla responsabilità di ciascuno. Un secondo strepitoso........
© Avvenire
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