L’umanesimo per le “cose nuove” che vince nostalgia e paura |
La Rerum novarum (1891), la prima enciclica interamente dedicata alle questioni socio-economiche, ebbe un valore simbolico molto più grande del suo contenuto. Il suo spirito fu molto più importante della sua lettera. Disse che la vita economica e il lavoro erano parte integrante del pensiero e dell’azione della chiesa cattolica: non erano alla periferia dell’umanesimo evangelico, erano al centro. Migliaia e migliaia di cattolici finalmente si sentirono visti, capiti e riconosciuti dalla Chiesa nel loro impegno civile ed economico. Lo sapevano già, ma dopo la RN lo seppero di più, e non ci furono più dubbi. Il giudizio storico sul contenuto della Rerum novarum è invece un’operazione diversa, che richiede studio e una certa dose di coraggio.
Con la Restaurazione dell’antico regime europeo voluto dal Congresso di Vienna dopo la stagione napoleonica (1814), anche il papato aveva sperato in un ritorno al mondo precedente la Rivoluzione francese, illudendosi che l’Illuminismo, il Liberalismo e il pensiero moderno potessero essere cancellati, quindi di tornare alla Christianitas medioevale, al feudalesimo e all’importante ruolo politico che i papi e i vescovi avevano svolto nei secoli passati. Ma quella Chiesa si sbagliò. Il mondo europeo era ormai cambiato per sempre, e con esso anche la stagione del potere temporale della Chiesa, era tramontata la stagione della sottomissione degli Stati all’autorità religiosa. Fu un lungo e doloroso processo che la chiesa cattolica, il papato in primis, visse come “battaglia culturale” con l’Europa moderna. In quella fase, nella chiesa romana non prevalse quindi il cattolicesimo liberale di Alessandro Manzoni, né la teologia di Rosmini o il cristianesimo aperto al nuovo del grande vescovo di Cremona Geremia Bonomelli.
La RN è un documento che presenta alcune luci, insieme a delle ombre. Le luci sono luci vere, importanti e molto sottolineate nella tradizione sociale cattolica. Come dice lo stesso titolo completo del documento – De opificium conditione (sulla condizione degli operai) – la condizione dei lavoratori è un focus del documento. Al lavoro e al salario sono infatti dedicate le pagine più luminose dell’enciclica, dove viene ribadita la dignità di ogni lavoratore, si richiede una giornata di lavoro non troppo lunga (in primis per fanciulli e donne), dichiarando che il gioco della domanda e dell’offerta non può........