Nell'era dei chatbot l'informazione è comunità e ricerca di senso

Se la velocità nel dare le notizie non sarà più un vantaggio competitivo, come potrà sopravvivere il giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale? La sua influenza e la sua efficacia dipenderanno dall’affidabilità dei contenuti prodotti, dall’avere una voce e una linea editoriale riconoscibili e dalla capacità di offrire senso alla complessità della realtà, in un ecosistema informativo che oggi è sempre più automatizzato e dominato da algoritmi. Il giornalismo oggi può e deve reinventarsi per essere coinvolgente e pertinente, senza rinunciare alla sua funzione pubblica e sociale. «L’informazione è un bene pubblico», ha rimarcato anche papa Leone XIV nell’ultimo messaggio per la giornata delle comunicazioni sociali: «La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza» e «non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi». Nelle scorse settimane, il Reuters Institute for the Study of Journalism, con la sua annuale analisi sulle tendenze dell’industria dell’informazione per il 2026 ha cercato di offrire delle previsioni, tratteggiando la linea di resistenza sulla quale possono muoversi i giornalisti e gli editori nell’era dell’intelligenza artificiale. In un ecosistema digitale dominato dagli algoritmi, c’è la necessità di concentrarsi sulla riprogettazione delle attività, investendo in formati multipli, soprattutto video, adattando i propri contenuti per renderli più “liquidi”, più........

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