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Siria Nuovi estremi tradimenti per il popolo senza Stato

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08.10.2019

Di fatto sarà un’invasione, anche se formalmente la spedizione militare è volta – sono parole del ministro degli Esteri Mavut Cavusoglu – «a ripulire il confine siriano dai terroristi e assicurare la stabilità della Turchia». Teatro dell’operazione, un’area a est del fiume Eufrate fino al confine con l’Iraq che si estende in territorio siriano per 480 chilometri e 32 di profondità. Una zona-cuscinetto destinata a diventare un’area di sicurezza nel nord della Siria controllata direttamente da Ankara e di conseguenza un corridoio per far rifluire i profughi siriani attualmente stanziati in Turchia verso il Paese d’origine.

Con un piccolo quanto scomodo dettaglio: si tratta di una porzione della regione fino a oggi controllata dai curdi, segnatamente dalle milizie della Yekîneyên Parastina Gel ( Ypg, l’Unità di protezione popolare), emanazione siriana del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan fondato oltre trent’anni fa da Abdullah Ocalan, l’ala armata dell’irredentismo curdo che da sempre è la spina nel fianco di Recep Tayyp Erdogan. Inutili, per ora, le preoccupazioni espresse........

© Avvenire