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Stati e Banche I 5 pilastri del «Green New Deal» agenda per la sfida ambientale

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13.12.2019

Una delle tematiche centrali nell’agenda alla Venticinquesima Conferenza sul clima, che si conclude oggi a Madrid, è indicata con una sigla. Si scrive Ndc ed è un cardine dell’Accordo di Parigi siglato nel 2015. L’acronimo sta per Nationally Determined Contribution e si riferisce agli impegni che ogni Paese deve assumersi per ridurre i gas serra. Impegni che vanno ridefiniti ogni cinque anni, per cui il 2020 rappresenta un anno cruciale.

Da una consultazione condotta dalle Nazioni Unite e pubblicata nel Rapporto The heat is on (Il riscaldamento è acceso), emerge un quadro caratterizzato da chiaroscuri. Premesso che i paesi aderenti all’accordo di Parigi sono 197, il rapporto ci informa che 75 stanno già lavorando per rispettare la scadenza e presentarsi all’appuntamento del 2020 con impegni più stringenti sia in termini di abbattimento dei gas serra che di iniziative utili a fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici. Complessivamente i Paesi appartenenti a questo gruppo contribuiscono al 37% di tutti i gas serra e sono prevalentemente in via di sviluppo. Altre 37 nazioni, responsabili di un ulteriore 16% di gas serra, hanno dichiarato di volersi organizzare per aggiornare i propri impegni. A tale scopo stanno raccogliendo dati ed elaborando proposte. Infine ci sono 85 Paesi, responsabili del 47% dei gas serra, che ancora non sanno se aggiorneranno i propri impegni. E stupisce che molti di essi appartengano ai Paesi sviluppati, perché nel corso del G20 svoltosi il giugno scorso in Giappone, i capi di Stato e di Governo avevano riconosciuto la necessità di rispettare il 2020 come data per «comunicare e aggiornare i propri Ndc, tenendo conto che servono ulteriori sforzi».

Secondo........

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