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Ma il Trattato merita anima Il Mes, la sua storia, le intenzioni e i vuoti

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03.12.2019

I politici non sempre dicono la verità, ma ogni tanto hanno la capacità di attrarre l’attenzione su tematiche che i cittadini farebbero bene a seguire di più. Un caso del genere riguarda ciò che i media hanno battezzato "Trattato salva Stati", il cui vero nome è "Trattato per il meccanismo europeo di stabilità", in sigla Mes. Un’analisi più dettagliata ci dice che il vero obiettivo del Trattato non è la salvezza degli Stati, bensì dell’euro minacciato da crisi di sfiducia ogni volta che gli Stati si sovraccaricano di debiti. La storia del Mes inizia nel 2010, un periodo in cui più di uno Stato europeo dell’area euro, si trova costretto ad accrescere il proprio debito, chi per salvare le proprie banche travolte da gestioni fallimentari, chi per tamponare gli effetti di una crisi economica che si sta trasformando in crisi sociale. È di questi tempi l’emergere degli "Stati maiali", appellativo attribuito non con l’intento di offendere, ma perché il caso ha voluto che i Paesi in maggiore difficoltà siano Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna, le cui iniziali hanno permesso a qualche giornalista fantasioso di elaborare la sigla Piigs, un acronimo che in inglese suona appunto come maiali.

Il debito, che in condizioni normali attrae gli investitori ansiosi di collocare i propri capitali, può trasformarsi in un potente repellente se diventa così alto da non dare più affidamento di restituzione. E poiché l’afflusso di capitali rafforza le monete, mentre la fuga le indebolisce, questa è la ragione per la quale il debito pubblico è diventato uno dei temi di maggiore attenzione per l’Unione Europea, in particolare per i Paesi che condividono l’euro.

Attenzione esercitata attraverso due modalità. La prima vigilando affinché nessuno Stato si indebiti oltre misura. La seconda, soccorrendo i Paesi in maggior difficoltà affinché la crisi rimanga circoscritta al loro interno. Una........

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