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Ambiente e risorse Già consumata la natura disponibile

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27.07.2019

Il momento in cui i nostri consumi smettono di basarsi sulla capacità riproduttiva del pianeta e avvengono a spese del capitale naturale si verifica sempre prima. Il nodo è l’impronta di carbonio Alla difesa dobbiamo associare la prevenzione, che significa fare il possibile per contrastare l’avanzata dei cambiamenti climatici

Due giorni, due soli giorni, eppure pesano come macigni. Stiamo parlando dell’Overshootday che ci dà la misura dello scarto esistente fra la quantità di natura disponibile e quella richiesta per soddisfare i nostri consumi. Nel 2018 cadde il 1° di agosto, quest’anno il 29 luglio. Due giorni di differenza che sembrano un’eternità perché è la tendenza che preoccupa. Siamo soliti tradurre il termine Overshootday come 'giorno del sorpasso', ma faremmo meglio a definirlo il 'giorno del salto nel vuoto' perché registra la data in cui passiamo dal consumo basato sulla disponibilità di terra fertile al consumo basato sul niente. Segna la data in cui la nostra avidità supera la capacità di rigenerazione del pianeta. La data in cui i nostri consumi smettono di basarsi sulla capacità riproduttiva del pianeta e avvengono a spese del capitale naturale. Come chi avendo finito la legna da ardere decide di scaldarsi buttando nel caminetto pezzi di travicelli tolti dal tetto. Lì per lì ha la sensazione che tutto tenga, ma alla fine si ritrova senza legna e senza tetto.

In gioco è la terra fertile che ci serve non solo per nutrirci, vestirci, dotarci di un alloggio, ma anche per scaldarci e rinfrescarci e andare in automobile. Il collegamento passa attraverso il tubo si scappamento: da lì esce l’anidride carbonica che normalmente è assorbita dalle piante. Ma solo entro il limite di 20 miliardi di tonnellate l’anno. Tutta quella in eccesso si accumula in atmosfera e si ritorce contro di noi. Purtroppo da decenni superiamo quel limite e lo vediamo. A livello........

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