Insulti e volgarità. È finita un’epoca (anche nel linguaggio)

C’erano una volta immagini, parole, slogan. Riempivano di visione e di significato le traiettorie di leader e partiti, convincevano milioni di persone di poter appartenere a un mondo fatto di valori, idee, proposte. Era la comunicazione politica e dobbiamo iniziare ad averne nostalgia. Quel mondo non c’è più e non da oggi. Tutto va talmente veloce che non ricordiamo più nulla. A parte il peggio che si vede, ovviamente. Ne abbiamo avuto la riprova quest’anno: la discesa di senso e di significato, a partire dal linguaggio di chi comanda, è parsa a tratti inarrestabile.È stato soprattutto il consegnarsi dei potenti, vecchi e nuovi, alle logiche ricattatorie dei social a preoccupare. Non lo dicono commentatori bacchettoni o nostalgici di altre epoche: in fondo, fino a qualche anno fa, ci si scandalizzava per i sorrisini di scherno di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy nei confronti di Silvio Berlusconi o per le corna fatte a favore di fotografo dallo stesso Cavaliere in un appuntamento ufficiale. Oggi è molto peggio e non è un’impressione. Lo hanno sostenuto........

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