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Accanto a Narducci Umile gentiluomo, e non solo. Nell'Avvenire dei «due Angeli»

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20.09.2019

C’era chi ci scherzava su: due 'angeli' per lunghi anni, ai vertici del giornale cattolico. Narducci il direttore, Paoluzi prima vice e poi successore. Quando la successione avvenne, nel maggio dell’Ottanta, fu considerata la più naturale possibile, quasi un passaggio di testimone tra due intellettuali che, a partire dalla terra d’origine, l’Abruzzo, mettevano insieme quasi tutto il resto: l’impegno politico, la passione per la cultura (in particolare per la poesia) e una tempra giornalistica forte e salda, come il loro impegno di fede. Si poteva quasi parlare al plurale di questa coppia di 'angeli' che, peraltro, non era la sola, visto che si trattava di un nome insolitamente comune tra i redattori di quel tempo. (Ma c’entrava poco, è lecito supporre, l’ispirazione del giornale).

Angelo, tuttavia, al giornale significava Paoluzi. Anche quando divenne direttore. Non voleva essere chiamato con il titolo che gli spettava, e si capiva che il motivo era uno solo. Il Direttore, tanto più per lui, restava........

© Avvenire