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Unione europea Il semestre della Germania che può cambiare l'Europa

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02.07.2020

Angela Merkel, 65 anni, dal 2005 è cancelliera della Germania - Ansa

C’è una grande aspettativa per il semestre di presidenza tedesca dell’Unione europea cominciato ieri. La guida a rotazione non ha più il rilievo del passato (è in vigore fin dal 1957), sia per il ruolo quasi egemonico assunto dal Consiglio europeo composto dai capi di Stato e di governo sia perché oggi il Consiglio stesso ha un presidente designato per 5 anni, dal 2019 il belga Charles Michel. Tuttavia, il governo di coalizione di Angela Merkel non potrà che assumere un peso e un ruolo ancora maggiore in ambito comunitario – in particolare nei singoli consigli per funzione, a partire dall’Ambiente –, a motivo del momento straordinario che l’Europa sta vivendo e che richiede scelte decisive impossibili senza la spinta del Paese più influente. Se si considera che l’ultima presidenza di Berlino era stata nel 2007, si nota una particolarità: lo scenario è profondamente cambiato (non era nemmeno scoppiata la crisi finanziaria dei subprime, di Trump e pandemie non si aveva la minima avvisaglia), ma la cancelliera era già al suo posto, dal quale potrebbe non allontanarsi nemmeno nei prossimi anni comunque vadano le cose nel mondo.

Un segnale di continuità unico nel panorama internazionale, che fa intendere la riluttanza al cambiamento drastico e repentino nel Paese faro dell’Unione. La dimensione e la forza economica fanno della Germania il cardine in Europa, un elemento di equilibrio ma anche di inerzia, secondo i momenti e le prospettive. L’emergenza sanitaria-economica attuale è definita da tutti senza precedenti, ma il tracollo della Grecia, la crisi dei migranti di metà decennio scorso e la Brexit, a livello comunitario, sono state altrettanto telluriche, ciascuna contestualizzata nel proprio periodo. Sappiamo che Berlino le ha affrontate, in proprio e come guida degli altri membri Ue, in modi non sempre lungimiranti e soddisfacenti. Si poteva 'salvare' subito Atene, senza fare soffrire la popolazione e creare eccessivi e prolungati stress dei mercati, anche nell’ottica dell’interesse tedesco. Di fronte all’implosione della Siria e alla pressione sui confini europei, Merkel ha generosamente aperto le........

© Avvenire


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