Summit europeo ad Erevan, una “Nato senza Usa”
Somiglia ad una “Nato senza Usa” il summit che si è riunito a Erevan per l’ottavo vertice della Comunità Politica Europea, il primo a svolgersi nel Caucaso meridionale. La capitale armena ha accolto 48 capi di Stato e di governo, i vertici delle istituzioni Ue e lo stesso segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha assicurato ai cronisti che gli alleati del vecchio continente hanno “recepito il messaggio” di una Washington “delusa” dal mancato sostegno all’attacco all’Iran e hanno messo a disposizione le basi come previsto dai patti. Il summit ad Erevan “Costruire il futuro: unità e stabilità in Europa” è stato copresieduto dal presidente del Consiglio europeo António Costa e dal primo ministro armeno Nikol Pashinyan. L’annuncio del ritiro di 5 mila soldati americani dalla Germania segna un nuovo allargamento della frattura tra le due sponde dell’Atlantico. In questo quadro, il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha sottolineato l’alterità di “un modo europeo di fare le cose” che è fatto di “diplomazia, multilateralismo e rispetto del diritto internazionale” e “dà risultati”. Giorgia Meloni, intervenendo ad Erevan ha detto: “Gli Stati Uniti discutono da tempo un disimpegno dall’Europa: dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e crescere nella capacità di dare risposte autonome. È una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei. Abbiamo sempre mantenuto gli impegni, anche quando non erano in gioco interessi diretti, dall’Afghanistan all’Iraq”. Secondo la premier, che dopo il summit proseguirà il suo viaggio caucasico in Azerbaijan, importante fornitore di gas per Italia e Ue, è cruciale che l’Europa stringa il dialogo con i Paesi del Mediterraneo, per cooperare in una serie di aree che vanno dalla migrazione all’energia. Per quanto riguarda la migrazione, per Meloni è parte integrante della poli-crisi e nessuno può affrontarla da solo: “Stiamo facendo un buon lavoro. La nostra posizione è chiara: combattere i trafficanti, evitare il ripetersi di una crisi come quella del 2015 e rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito. Abbiamo un nuovo Patto sull’asilo, una nuova definizione di Paesi terzi sicuri, e stiamo lavorando a un nuovo regolamento sui rimpatri che potrà sostenere anche soluzioni innovative, come quelle proposte dall’Italia. In passato, insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e agli altri Stati membri e all’Unione europea, abbiamo cercato di affrontare la migrazione, e siamo stati spinti a prestare molta più attenzione ai Paesi al di là del Mediterraneo. Oggi, secondo me, la sfida è ampliare questo approccio, mettendo insieme sicurezza, sviluppo ed energia nella cooperazione con i Paesi vicini”. Rispondendo ai giornalisti, la presidente del Consiglio ha fatto sapere che probabilmente incontrerà il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, durante la sua visita a Roma il 7 maggio. Rubio terrà poi colloqui con il Papa e con l’omologo Antonio Tajani. La Comunità Politica Europea è un forum informale istituito nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, su impulso del presidente francese Emmanuel........
