Lo stabilicum destabilizza la democrazia
I tempi sono confermati: approvazione alla Camera entro la pausa estiva e passaggio in Senato in autunno. Non c’è stata una accelerazione, ma la maggioranza comincia a mettere seriamente gli occhi sulla modifica della legge elettorale. Ieri si è aperto il confronto tra i leader, nel corso del vertice convocato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per fare il punto sulla politica estera, economica ed energetica del governo. La presidente del Consiglio, i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, e il capo di Noi moderati Maurizio Lupi hanno deciso di aggiornarsi alla prossima settimana per una riunione allargata ai tecnici. Questo significa che non c’è ancora un accordo ben definito nella maggioranza di governo. Il testo su cui si lavora è quello incardinato alla Camera, dove il 28 aprile in commissione Affari costituzionali sono iniziate le audizioni. Si tratta del cosiddetto ‘Stabilicum’ (il copyright del nome va a FI), ovvero un superamento dell’attuale Rosatellum con l’eliminazione dei collegi uninominali e il passaggio a un sistema proporzionale con premio di maggioranza nazionale per chi supera il 40% dei voti. Si sta lavorando alle correzioni del testo che riguarderebbero, come ha spiegato il presidente della prima commissione, il forzista Nazario Pagano, l’entità del premio, gli eventuali disequilibri tra Camera e Senato, e come arrivare alla soglia, ovvero con liste fisse o con l’attribuzione in modo proporzionale alla coalizione che vince. Inoltre, c’è una riflessione in corso sia sulla soglia che sul ballottaggio. Da sempre Fratelli d’Italia si è pronunciata a favore delle preferenze, osteggiate invece dagli alleati........
