La Bce non tocca i tassi. La preoccupazione per le guerre |
I tassi di interesse dell’area euro restano invariati per la sesta volta consecutiva come deciso nella seconda riunione dell’anno della BCE, avvenuta ieri 19 marzo 2026. I mercati hanno anticipato questo esito già da un po’ di tempo, al punto che l’annuncio relativo alla decisione sui tassi non è la vera notizia attesa con trepidazione. Le Borse europee viaggiano in netto calo, fiaccate dalla nuova escalation in Medio Oriente dove gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran, Qatar e Arabia Saudita hanno riacceso i timori di una crisi globale delle forniture energetiche. Il conflitto ha spinto il petrolio verso rialzi significativi: il Brent si attesta intorno a 114 dollari al barile, il Wti a 97 dollari, mentre il gas naturale vola verso i 70 euro al megawattora. La tensione geopolitica si aggiunge alla debolezza di Wall Street, penalizzata dalla decisione della Fed di lasciare invariati i tassi e dalle previsioni sull’inflazione riviste al rialzo, che aumentano l’incertezza sugli scenari economici dei prossimi mesi. Anche le riunioni di Bce e BoE, di ieri hanno mantenuto lo status quo. A Milano il Ftse Mib si colora di rosso, risentendo dell’onda di sfiducia globale. Tra i pochi titoli a salvarsi, Eni resiste grazie alla spinta del petrolio e alla presentazione del suo piano industriale al 2029, mentre gli altri comparti faticano a limitare le perdite: Inwit soffre per la joint venture tra Telecom Italia e Fastweb Vodafone per 6.000 nuove torri, che secondo gli analisti potrebbe ridurre la sua quota di mercato. Anche lo spread tra Btp e Bund riflette il clima di incertezza: il differenziale a 10 anni sale a 83 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,79%. La tensione si riflette anche sui mercati asiatici: il Nikkei chiude in calo del 3,38%, penalizzato dal rialzo dei prezzi del petrolio e dai titoli tecnologici. La Banca del Giappone ha confermato il tasso allo 0,75%, avvertendo però che l’inflazione potrebbe accelerare a causa dei costi energetici, mentre i dati industriali mostrano una contrazione negli ordini di macchinari e nel manifatturiero, bilanciata da un leggero aumento della produzione industriale. Sul fronte dei metalli preziosi, l’oro perde terreno penalizzato dalle attese di nuovi rialzi dei tassi, riducendo il guadagno da inizio anno al 10%, mentre l’argento resta quasi in pari. L’euro/dollaro resta stabile intorno a 1,14 e il Bitcoin scende verso i 70 mila dollari. I mercati finanziari stanno sottovalutando i rischi geopolitici e questo amplia la possibilità di improvvise ondate di sell-off, secondo quanto ha detto Claudia Buch, che siede nel consiglio di vigilanza della Banca........