Sicurezza, garantismo e il paradosso italiano

L’Italia continua a interrogarsi sulla sicurezza pubblica, ma lo fa spesso attraverso il filtro sbagliato: quello dell’appartenenza politica, invece che della sostanza dei fatti. Gli ultimi episodi di piazza, culminati nei disordini di Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir, mostrano con chiarezza un problema che l’ Italia fatica da anni ad affrontare con onestà  intellettuale.

I fatti, spogliati dalla retorica, sono questi: un uomo di 42 anni viene fermato dalla polizia nel quartiere Pilastro dopo una segnalazione dei residenti, viene bloccato a terra e muore. A una tragedia che merita accertamenti rigorosi, senza sconti per nessuno. Ma la sera successiva, durante una manifestazione convocata dal sindaco di Bologna come momento di raccoglimento, una parte del corteo si è trasformata in guerriglia urbana: bombe carta, bottiglie, calci e cori contro le forze dell’ ordine, con decine di agenti feriti e mezzi della Polizia danneggiati. Sono due piani distinti alla ricerca della verità  sulla morte di un cittadino e la violenza organizzata contro lo Stato che una parte del dibattito pubblico continua colpevolmente a sovrapporre.

E’ qui che si manifesta un limite ricorrente di una certa sinistra........

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