Leone XIV non arretra davanti a Trump |
Alla vigilia della visita in Vaticano del Segretario di Stato americano Marco Rubio, i rapporti tra la Santa Sede e gli Stati Uniti attraversano una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Non si tratta soltanto di divergenze diplomatiche, ma di una frattura più profonda che investe linguaggi, visioni del mondo e perfino il ruolo della religione nello spazio pubblico. A segnare il clima sono state le ripetute “bordate” del presidente Donald Trump contro Papa Leone XIV, accusato negli ultimi giorni di essere “debole” e “terribile in politica estera”, fino a sostenere che le sue posizioni metterebbero “in pericolo i cattolici”. Un attacco che ha trasformato il dissenso politico in uno scontro diretto con l’autorità morale del Pontefice. La risposta arrivata ieri sera da Castel Gandolfo segue una linea opposta: nessuna escalation, ma neppure arretramenti. “La missione della Chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo che lo faccia con la Verità”, ha affermato il Papa. Parole che riportano il confronto su un piano etico e spirituale. Il Pontefice ha poi ribadito la continuità del magistero: “La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari… spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio”.
Un richiamo che rende evidente come la posizione vaticana non........