Inflazione shock e debito record: il governo si occupi di questo |
L’inflazione sale, così come il debito pubblico. Nel mese di aprile, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del 1,1% su base mensile e del 2,7% su base annua (da 1,7% di marzo); la stima preliminare era 2,8%. Lo indica l’Istat, spiegando che la salita dell’inflazione è sostenuta essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli Energetici (da -2,1% a 9,2%) e degli Alimentari non lavorati (da 4,7% a 5,9%). (ANSA).
L’inflazione acquisita per il 2026, ovvero la crescita media che si avrebbe se i prezzi rimanessero stabili nella restante parte dell’anno, è pari a 2,3% per l’indice generale e a 1,3% per la componente di fondo (al netto degli energetici e degli alimentari freschi).
Sul fronte del debito i dati sono quelli di Bankitalia, A marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.158,8 miliardi. Lo rende noto la Banca d’Italia diffondendo la pubblicazione statistica ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. Il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (31,5 miliardi) ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (10,8 miliardi, a 64,0) e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,2 miliardi).
La dinamica dell’inflazione, spiega l’Istat, riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a 9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a 5,3%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da 4,7% a 5,9%); in rallentamento sono........