Le trattative in stallo e l’ombra di una conquista totale

​La situazione in Ucraina rimane estremamente complessa e volatile, con le trattative di pace che procedono a un ritmo lentissimo. L’Europa e l’Occidente si trovano di fronte a un bivio cruciale: intensificare gli sforzi diplomatici o rischiare che la Russia, insoddisfatta dello status quo, decida di optare per un’escalation militare massiccia, puntando alla conquista completa del territorio ucraino? L’attuale fase di stallo è alimentata da diverse dinamiche, che rendono difficile trovare un terreno comune per un accordo. Da un lato, la Russia, forte dei suoi successi sul campo di battaglia e della sua posizione di potenza nucleare, non mostra segni di voler concedere nulla di sostanziale. Mosca si è dichiarata pronta a proseguire i negoziati iniziati a Istanbul, ma solo a determinate condizioni, e ha più volte ribadito la sua volontà di non fare concessioni sui territori ormai annessi. Dall’altro, l’Ucraina, pur riconoscendo la necessità della pace, insiste su una “pace giusta” che preveda il ritiro completo delle truppe russe e il ripristino dell’integrità territoriale del Paese. Ma esiste una pace giusta? O le condizioni le dettano i vincitori come ci insegna la storia? Questa rigidità delle posizioni rende quasi impossibile un accordo che non sia percepito come una sconfitta da una delle due parti. L’Europa, pur fornendo un sostegno significativo a Kiev, ha finora faticato a formulare una proposta di pace unificata e incisiva, lasciando che le dinamiche del conflitto si evolvano........

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