Il ruolo delle religioni nelle guerre in Medioriente e oltre

Israele contrapposto ai palestinesi di Hamas, agli Hezbollah del Libano, agli Sciiti di Siria, agli Houthi dello Yemen e finalmente agli Iraniani dei Khomeyni. Gli Stati Uniti d’America contro il Venezuela di Maduro, alleati d’Israele contro Iran e gli alleati sciiti della regione, minaccianti Cuba, la Groenlandia danese e il Canada vicino. Poi la Federazione Russa di Putin in guerra da quattro anni contro l’Ucraina. Infine tutti gli altri confitti in Africa e in giro per il mondo, meno raccontati dai mezzi d’informazione, forse perché giudicati di valenza locale, e non in grado di minacciare i nostri interessi. Nei cieli e sul terreno gli attori armati si muovono per il predominio in aree geografiche che ritengono debbano essere sotto la loro influenza, per economie che hanno bisogno di nuovi mercati per espandersi, per sogni imperiali che si riaffacciano, per supposti torti storici sofferti che reclamano il conto. Su tutta la grande scena teatrale, sui lutti e le distruzioni della realtà, i poteri forti finanziari osservano per decidere se e come intervenire in modo di volgere le cose a loro vantaggio, quando non da loro promosse. In questa crisi mondiale che Papa Francesco definiva terza guerra mondiale, s’inserisce come elemento non secondario la crisi della cultura occidentale, essenzialmente europea e americana. Dopo la scomparsa del comunismo sovietico presente non solo in Russia, la versione liberista della cultura occidentale ha deflagrato coniugandosi con il pensiero nobile della democrazia liberale. L’essere il pensiero liberale alternativo al comunismo marxista storicizzatosi nell’Unione sovietica e in paesi contigui e oltre, non deve far dimenticare che entrambi sono figli dell’elaborazione........

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