Perché il 25 aprile e la Costituzione è tutti i giorni
Un aprile per ricordare. Si celebrava una settimana fa la ricorrenza della morte di Albert Einstein, grande uomo di pace e grande scienziato. Si celebrava ieri il 25 aprile e la Resistenza. Si celebrerà a breve il primo maggio, altro ‘valore’ da ricordare. Nella “Lettera sull’umanesimo” del 1957, Heidegger rivendicava che l’uomo non è il padrone bensì il ‘custode’ del mondo che si manifesta nel linguaggio. Abita la dimora attraverso pensieri e parole che rivelano le verità. Questa filosofia è stata resa celebre da una frase: “il linguaggio è la casa dell’essere”. Sovviene il linguaggio polarizzante di oggi, l’arte del pensiero perduta dei nostri tempi. Dal palco ci dicono che sulle parole si fa resistenza, e che lo Stato lo senti davvero quando manca. Marianna Aprile sostiene che con la Costituzione bisogna crescere. Verissimo. Il 25 aprile la Città Eterna ha visto svariate manifestazioni, inclusa la Festa della Resistenza presso il Mattatoio di Testaccio (dal 23 al 26) con una piccola kermesse di incontri, dibattiti, bandiere che sventolano, libri per grandi e piccini, giochi e area ristoro. Una moltitudine di volti, età e provenienze da mondi distinti. Esattamente come i partigiani: liberali, democristiani, socialisti, repubblicani, comunisti, anarchici. Un pubblico eterogeneo come sempre quando si tratta di valori Costituzionali ma con un unico sentire, la Costituzione. I giovani non mancano. Oggi non è tanto la resistenza all’antifascismo nel senso storico. Quel momento è relegato ai libri, non c’è più. Oggi è contro la democrazia illiberale, quella che pian piano erode le istituzioni svuotandole di semantica, significato e reale raggio di azione. Dal palco si chiedono: perché chiudere un giornale se svuota i contenuti o chiudere un parlamento quando non fa bene il suo lavoro? Si tratta di “un’epoca interessante” che marca sempre più le distanze tra cittadini e le istituzioni che dovrebbero rappresentarli. La Costituzione, infatti, non è di conservazione ma invita a impugnare il cambiamento, andare avanti e crescere facendo le necessarie riforme. Tema: democrazia, pace e giustizia sociale, un dialogo fra Marco Damilano e Bendetta Tobagi. I loro interventi si intrecciano con maestria e forniscono ottimi spunti dato lo stato sociale regressivo che viviamo. L’eguaglianza non è solo economica ma anche la redistribuzione dei poteri. La Tobagi rispolvera scrupolosamente articoli della Costituzione mentre Damilano arricchisce con ‘insight’ (approfondimenti) e osservazioni. A volte scambiano ruoli. Un ottimo tandem che ci impone di ragionare con la nostra testa e non dare nulla per scontato. Neanche i meravigliosi social che tanto incantano quanto A Brave New World mentre scivoliamo via. Bisogna conoscere un po’ la Costituzione e sapere diritti e libertà, libertà di pensiero vs libertà dalla paura, diritto alla privacy e al lavoro, alla salute (i diritti sociali). Non è solo semantica, così è molto di più. L’art 11 viene attribuito a un personaggio poco noto. Tale Ugo Damiani, Movimento Unionista........
