A Roma prende la parola Francois Hollande
Siamo nuovamente nel Tempio Adriano per la serie di incontri – Idee per il futuro, nel cuore di Roma- sovviene che corriamo seguendo il tempo misurato, il Chrono. Questo a scapito di un tempo più prezioso e venerato nell’antichità, il Kairos. Il tempo di qualità, quello carico di significato al momento giusto. Un istante dentro il tempo. La sala è gremita, il tono dell’ex presidente Hollande è deciso ma non invadente mentre risponde alle domande di Conti. Proprio lui, che fra le altre cose, fu accusato di una virata troppo liberale e una postura ‘debole’. La timbrica è quella adatta agli statisti, che si fermano e riflettono, poi guardano lontano e infine si esprimo con calma idee sensate. Francois Gerard G. Hollande: funzionario, segretario del partito socialista di lunga data, ex presidente della République. Tutto questo accade mentre si tiene un incontro dell’Alleanza Progressista a Barcellona dove è presente una delegazione italiana. Socialisti, democratici e progressisti si confrontano sui temi che affliggono la nostra società: sviluppo e ambiente, lavoro, pace, cooperazione e diritto internazionale, e diritti/doveri. Se il neoliberismo ha imposto il primato della finanza sulla politica e sull’economia reale, il discorso di Hollande ripropone un’agenda di economia politica. Dopo anni di Stati in preda alle lobbies si sente parlare nuovamente di Stati, di diritti, difesa della democrazia, della libertà di stampa e dell’editoria. Viene nuovamente citato il cardinale Zuppi circa la mitezza come forza. Hollande fa sua questa filosofia aggiungendo che una forza mite e sicura nasce dalle forti convinzioni, ma bisogna proporre anche una moderazione che non è sottomessa. Una postura diversa. La democrazia è stata erosa, ha fatto passi indietro, vanno protetti determinati valori e pluralismo, e il campo è minato dall’IA. Vanno riassorbiti i giovani e Hollande è ottimista circa un futuro progressista. (Riflessione: la valorizzazione delle democrazie e il rispetto delle costituzioni non è sinonimo di debolezza, lo diventa se il potere non le applica bene, con coscienza ed equilibrio). La prima parte del discorso di Hollande verte su domande concernenti l’Ungheria. Forse l’Ungheria non sarà ultraeuropeista dopo queste elezioni ma sicuramente sarà meno di intralcio poiché era un voto per rimanere. Spesso le decisioni UE sono giuste, sostiene l’ex presidente, ma lente. L’ Europa non si percepisce unita nel suo sentire: è distante dai cittadini e si perde nella burocrazia. Programmi e obiettivi comuni sono improbabili, specialmente dato il senso di pesantezza. C’è un timido adagiarsi quando si tratta di difendere la democrazia. Tuttavia, rimane una grande cultura di democrazia occidentale e sebbene la democrazia non si........
