Torino, non solo una vicenda giudiziaria ma un atto politico

Mentre la città si preparava a salutare il 2025, il silenzio di Torino è stato interrotto da blitz all’alba. Sei studenti, tutti minorenni, sono stati raggiunti da misure cautelari di permanenza in casa (il corrispettivo dei domiciliari per i minori) nell’ambito di un’indagine della Digos coordinata dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni. Le accuse parlano di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, ma la lettura politica di questa operazione ci racconta una storia molto più complessa e inquietante: quella di un governo che, a fari spenti, ha iniziato a presentare il conto a chi ha osato sfidare la sua narrazione securitaria.
Gli episodi contestati risalgono agli ultimi mesi dell’anno appena trascorso. Il “filo nero” che lega le indagini parte dal 27 ottobre 2025, quando al Liceo Einstein scoppiarono tensioni durante un volantinaggio di Gioventù Nazionale, l’ala giovanile di Fratelli d’Italia. In quell’occasione, la polizia intervenne con forza, arrivando ad ammanettare un sedicenne davanti ai suoi compagni.
Il secondo atto si è consumato il 14 novembre, durante il “No Meloni Day”, la mobilitazione........

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