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L’Europa in balia delle proprie contraddizioni

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08.04.2026

Sui giornali anche di tendenza progressista si continua a raccontare la favoletta delle enormi spese militari sostenute dagli Stati Uniti per difendere l’Europa dall’Unione Sovietica. Niente di più falso. Gli Stati Uniti hanno stazionato truppe e armamenti, comprese armi nucleari che difensive non sono, in tutto il continente europeo “principalmente” per contenere l’Unione Sovietica con una prima linea lontana dai propri confini. E’ la medesima situazione che troviamo in estremo oriente dove le basi dispiegate fra le Filippine, Guam, Okinawa la Corea del Sud e il Giappone sono state e continuano ad essere una prima linea di difesa e di contenimento contro le minacce, prima dell’Unione Sovietica ora di Cina e Russia, lontana 10.000 chilometri dalle coste della California. Venuta meno l’URSS e fortemente ridotta la Russia quella linea di difesa non interessa più e gli USA hanno chiesto, prima, con le buone, Obama e Biden ora, con le cattive, Trump, agli europei di prendersi il carico economico e militare della propria difesa. Su questo punto sono d’accordo governi europei conservatori, nazionalisti e fintamente progressisti, ad eccezione di quello spagnolo che è tenuto dai socialisti, con le parole d’ordine: “l’Europa ha speso troppo poco, per troppo tempo, per la propria difesa, e in assenza degli USA dobbiamo spendere di più” . Il Segretario della NATO, Rutte, che striscia davanti a Trump è stato uno spettacolo ignobile e vergognoso, che rappresenta perfettamente il panorama politico europeo di governi che stanno in piedi con le stampelle alla mercè di chiunque alzi la voce. Rutte e gli altri comprimari europei fanno finta di non capire che gli Stati Uniti ora come per il futuro “non entreranno mai in guerra per difendere l’Europa” e che la nostra unica vera difesa è quella impostata dalla Merkel e non è solo militare: rapporti economici con tutti gli stati, le economie che rispettino i nostri standard , rispetto delle reciproche sicurezze e sfere di influenza, scambi commerciali e tecnologici in cambio di materie prime. Inoltre dal 2023 senza dare troppo nell’occhio l’Europa si è dotata di un potente strumento di pressione economico “Anti-Coercion Instrument” o ACI con il quale l’Europa può, votando a maggioranza qualificata dei Paesi membri con un minimo di 15, adottare delle contromisure commerciali ed economiche per difendersi. Utilizzando questa piattaforma........

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