Garlasco, nuova ipotesi sull’ora della morte di Chiara Poggi |
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna al centro dell’attenzione con nuovi elementi che potrebbero rimettere in discussione l’intera ricostruzione dei fatti. A quasi diciotto anni dal delitto avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, una consulenza tecnica apre scenari inediti, a partire dalla possibile revisione dell’orario della morte.
Secondo quanto emerso, la relazione affidata dalla Procura di Pavia all’anatomopatologa Cristina Cattaneo — già nota per il suo lavoro su casi complessi come quello di Yara Gambirasio — evidenzierebbe segni compatibili con una prolungata colluttazione. Ecchimosi e abrasioni riscontrate su braccia e gambe della vittima suggerirebbero infatti un tentativo di difesa più lungo e intenso rispetto a quanto ipotizzato in precedenza.
Questi dettagli, se confermati, potrebbero modificare in modo significativo la dinamica dell’aggressione. Non si tratterebbe soltanto di un tentativo istintivo di proteggersi dai colpi inferti con un oggetto contundente, ma di una vera e propria lotta per la sopravvivenza, protrattasi nel tempo e in grado di lasciare tracce evidenti sul corpo.
Proprio questa ipotesi contribuirebbe a spiegare anche la presenza di materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della giovane. Una delle tracce di DNA è stata attribuita dagli investigatori ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, Marco Poggi. Sempio risulta indagato da oltre un anno per omicidio in concorso, nonostante in passato fossero state disposte due archiviazioni a suo carico.
Le nuove valutazioni riaprono dunque interrogativi anche sul lavoro investigativo degli anni precedenti. Proprio quelle archiviazioni sono oggi al centro di un’indagine parallela della Procura di Brescia, che punta a fare luce sulle decisioni prese all’epoca, coinvolgendo anche l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti.
Il quadro che emerge è quello di un’inchiesta a un punto di svolta.