L’Ucraina in Europa, perché sì all’integrazione di Kiev |
Dalla sicurezza alimentare al controllo del Mar Nero, fino all’avanguardia tecnologica nei droni: perché l’integrazione di Kiev è il punto di svolta per l’autonomia del Vecchio Continente.
In questi giorni si torna a parlare di piena adesione dell’Ucraina alla UE, dopo che il cancelliere Merz aveva anticipato l’idea di un trattato associativo come primo passo. Non è un caso forse che subito si siano mossi politici italiani molto sensibili agli interessi russi, dichiarandosi nettamente contrari. Altri invece ritengono che l’ingresso dell’Ucraina nella UE sia un fattore strategico positivo soprattutto per l’Europa. Per una serie di motivi importanti: 1) per il controllo del Mar Nero, 2) per il controllo delle rotte del grano, 3) per l’integrazione nel futuro sistema difensivo europeo della ragguardevole potenza militare che gli ucraini hanno sviluppato nel corso della loro guerra di indipendenza nazionale. Cerchiamo di articolare questi tre punti: partiamo dal Mar Nero che è un luogo geopolitico fondamentale. Il Mar Nero è il mare interno più strategico del continente europeo dal momento che connette il Mediterraneo all’Asia centrale. Un’Ucraina nell’UE significherebbe avere accesso diretto a quel bacino, con porti come Odessa che diventerebbero porti europei. Sarebbe una trasformazione rilevante con l’Europa che smette di essere una penisola occidentale dell’Eurasia (proiettata verso l’Atlantico e fin troppo dipendente dalla Superpotenza di oltreoceano…) e diventa un attore nel cuore del continente asiatico, nella grande “isola del Mondo”. Sulla rotta del grano la visuale del vantaggio è ancora più immediata: Ucraina e Russia insieme producono circa il........