L’eredità di Amendola: la religione della libertà contro ogni totalitarismo |
Nel centenario della morte, un convegno a Napoli riscopre la poliedricità culturale e la lungimiranza politica di Giovanni Amendola: dall’amore per la letteratura e la filosofia al dialogo con Turati per salvare lo Stato liberale.
Cent’anni ci separano dal sacrificio di Giovanni Amendola, spentosi nell’aprile del 1926 dopo aver subito le percosse fasciste e la sua lezione continua ad ispirare. Non è stata una semplice celebrazione accademica quella svoltasi sabato scorso a Napoli, nella storica cornice del Circolo Darwin all’interno della Galleria Umberto, ma una vera e propria riscoperta di un pensatore completo. Il convegno, dal titolo evocativo “L’angoscia più dolorosa, lo sforzo più disperato”, ha restituito la figura di un Amendola poliedrico: politico intransigente, pensatore pragmatico, fine umanista e uomo di interessi spiritualisti; tutti questi riferimenti culturali convergono in un punto centrale: la difesa della Libertà contro ogni deriva autoritaria, di destra come di sinistra. I lavori del convegno, coordinati da Francesco Fasolino, hanno approfondito le ricche coordinate culturali di Amendola, offrendo anche l’occasione per presentare la riedizione dello storico saggio del 1911 sulle Poesie di Michelangelo Buonarroti (Bonaiuto editore), curata da Vincenzo Salerno. Come sottolineato da Michele Fasolino (già ispettore del Ministero dell’Istruzione), Amendola fu un pensatore capace di anticipare temi della Scuola di........