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Che rapporto hanno gli italiani con la scienza 

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18.12.2018

Si fa un gran parlare del concetto di “bene comune”, e sulla necessità di offrire, ciascuno, il proprio contributo per la collettività. Quando si parla di scienza, spesso il dibattito verte sulla definizione del “confine” da tracciare, e rendere invalicabile, per giustificare studi, scoperte o approcci rivoluzionari.

Colpisce non poco, quindi, ciò che emerge da un recente sondaggio condotto da PoliticApp Swg, che ribalta il punto di vista e considera la scienza stessa come un bene comune da tutelare e su cui fare grande affidamento.

Per l’85 per cento dei cittadini intervistati la scienza è un bene pubblico e “va affermato ed esteso il diritto di ogni essere umano alla conoscenza”; non da meno, il 75 per cento ritiene che il futuro dell’umanità dipenda, ancora più che in passato, dallo sviluppo della scienza, e sempre un’alta percentuale degli intervistati, l’84 per cento, crede che nel corso del tempo la scienza, nelle sue diverse espressioni disciplinari, abbia offerto “grandi contributi al miglioramento della vita degli esseri umani”.

Nell’epoca delle fake news sembra quindi salvo – e saldo – almeno per ora, il concetto che la scienza sia la risorsa più efficace di cui l’uomo dispone per affrontare le sfide globali. Ed ecco quindi come entra in gioco la necessità di comunicarla in maniera corretta: oggigiorno, basta accendere la televisione o fare un rapido giro in rete per “entrare” nel fast-food della scienza.

Varcate le soglie del laboratorio, le distanze si accorciano, i media trasmettono a vaste platee gli esiti e le potenzialità di studi e ricerche, portando i cittadini a familiarizzare con un certo tipo di gergo e optando – troppo spesso – per un eccesso di sintesi e semplificazione.

Indagine Swg, 11 dicembre 2018.


Non che questo tipo di rischi, assieme al dilagare dei movimenti anti-scientifici –........

© agi