BETT UK 2026: l’Italia dell’EdTech a Londra, tra governance e AI |
Dal 21 al 23 gennaio 2026, a Londra, BETT UK 2026 ha riunito il mondo dell’education technology. L’Italia ha partecipato con una delegazione coordinata da EdTech Italia e ITA-ICE (Italian Trade Agency), portando 18 realtà del settore. Tra queste anche WhoTeach, presente per raccontare il proprio approccio alla Generative AI applicata alla formazione.
BETT UK 2026, in programma dal 21 al 23 gennaio all’ExCeL di Londra, ha restituito una fotografia molto chiara di dove sta andando l’education technology: l’intelligenza artificiale non è più un tema “da laboratorio”, ma una leva che scuole, enti di formazione e aziende stanno provando a mettere a terra con regole, responsabilità e obiettivi concreti. Il tono dell’edizione 2026 è stato pragmatico: meno entusiasmo generico e più domande operative su adozione, sicurezza, qualità dei risultati e impatto sul lavoro quotidiano di docenti e formatori. Non a caso, uno dei messaggi più ripresi nei momenti istituzionali è stato che “We will always need the human touch”, a sottolineare che la tecnologia deve alleggerire e supportare, non sostituire la relazione educativa.
Sul palco e negli spazi di confronto si è parlato di AI come strumento per ridurre il carico burocratico, velocizzare la produzione e l’aggiornamento dei contenuti, migliorare feedback e personalizzazione, ma anche di rischi reali: affidabilità delle risposte, tutela dei dati, bias, e la necessità di formare chi insegna prima ancora di acquistare nuove piattaforme. La visione più efficace è arrivata anche dalla divulgazione: la matematica e divulgatrice Hannah Fry ha ricordato che “We are at the bottom of an exponential curve with AI ahead of us. AI is going to fundamentally reshape society in every way”. Tradotto nel contesto EdTech, significa che il cambiamento sarà rapido e strutturale, e che la differenza non la farà chi “usa l’AI”, ma chi la integra in modo responsabile nei processi di apprendimento, con misure, controlli e un’idea precisa di cosa migliorare.
In fiera si è vista questa traiettoria: forte attenzione a governance e policy, crescente spazio a cybersecurity e safeguarding, più maturità nelle discussioni su assessment e qualità didattica, e una spinta verso soluzioni pronte all’uso che parlano il linguaggio delle scuole. L’impressione complessiva è che BETT UK 2026 abbia segnato un passaggio di fase: dall’AI come promessa all’AI come infrastruttura educativa, da valutare con criteri chiari, responsabilità esplicite e un principio guida semplice. Se l’innovazione non migliora davvero l’esperienza di chi insegna e di chi impara, resta solo una demo.
Nel Global Showcase del BETT UK 2026 l’Italia si è presentata con una collettiva ampia e trasversale, coordinata con EdTech Italia e ITA-ICE, capace di rappresentare diverse anime dell’innovazione........