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Éder e Dasaev: il 14 giugno ai Mondiali

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14.06.2018

L’avvocato Luis Uruñuela Fernández stava ultimando il suo mandato come sindaco del partito andaluso-socialista, il primo eletto nella Spagna democratica. Aveva presentato da tre mesi la candidatura della città di Siviglia all’Expo del ’92 mandando avanti i lavori del metrò e la conversione del quartiere Este. Tutta la Spagna del post franchismo si stava regalando una prospettiva. Due anni ancora e Barcellona si sarebbe iscritta alla corsa per ospitare le Olimpiadi del ’92 e cambiare radicalmente la propria immagine dinanzi al mondo.

Il 1982 era stato un buon anno per il calcio di Siviglia, con tutt’e due le squadre qualificate per la Coppa Uefa. Il Betis aveva già festeggiato il ritorno alla democrazia vincendo la Coppa di Spagna cinque anni prima, e a quarantadue di distanza dall'unico titolo in campionato (1935), vantandosi così di essere l’unico club spagnolo a non aver mai ricevuto un premio dalle mani del Caudillo o da uno dei suoi uomini.

La sera del 14 giugno lo stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia e in televisione il mondo intero conobbero la squadra più bella e il portiere più forte. Solo che non stavano dalla stessa parte. Il portiere si chiamava Rinat Dasaev, 25 anni compiuti il giorno prima, e aveva sul petto le lettere CCCP. Brera scriveva Dassaiev - come il Corriere della Sera, Gianni Mura all’inizio con due esse ma senza la i. Giocava con dei guanti bianchi e viola. Alto, magro, bello. Il giornale femminile Cambio 16 scrisse: il più bello di tutti.

I più belli di tutti col pallone fra i piedi erano invece i brasiliani, una generazione fiorita magicamente e baciata dagli dèi come poche altre volte poi nel calcio. Un’orchestra di accarezzatori, al punto da costringere il ct Tele Santana a spostare un violinista come Junior nel ruolo di terzino, come dire a battere la grancassa, perché a centrocampo c’erano già Falcão, Cerezo, Socrates, Zico, volendo pure Dirceu. In difesa giocava Luisinho, appassionato di teatro classico. Solo in due, si diceva, non fossero all'altezza.
Il centravanti Serginho e il portiere Valdir Peres. Serginho permetteva in realtà a quello stuolo di mezzepunte e........

© La Repubblica